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20. Braunauer Zeitgeschichte-Tage „Schwieriges Erbe“
19 Jahre nach dem „Unerwünschten Erbe“ 1992
Braunau am Inn, Kultur im Gugg, 23.- 25. September 2011
Romagna Corriere 1.10.2011
Pietro Caruso
PREDAPPIO
Le città della memoria dei totalitarismi
Il sindaco Frassineti: «Capire senza dimenticare» e riceve tre minuti di applausi
PREDAPPIO. Il convegno sulle città che hanno dato i natali ai tre più grandi dittatori del Novecento ha promosso Predappio la realtà con la maturità maggiore per affrontare il difficile rapporto fra mito e realtà del totalitarismo nel 20º secolo.
Terra di confine. La scorsa settimana la piccola cittadina di Braunau am Inn è stata il palcoscenico di un incontro fra tre personalità che hanno in comune i luoghi di origine di Adolf Hitler (la cittadina ospitante), Gori, piccolo borgo rurale vicino a Tiblisi in Georgia, Predappio paese di riferimento per seguire la vita di Benito Mussolini. Il sindaco Giorgio Frassineti ha fatto un figurone. Tre i minuti di applausi tributati quando lo scorso sabato sera ha colpito il cuore dei colleghi amministratori, dei politici, ma ancor più il produttore cinematografico Branko Lustig, croato ebreo, che lanciò al successo l’indimenticabile “Schindler’s List” diretto da Steven Spielberg.
Pieno gradimento. Lustig ha stretto il pugno con il pollice alzato in segno di gradimento. Frassineti ha ricordato di essere un sindaco che ha contestato apertamente i negozi di souvenir e di non aver concesso nulla al fascismo di ieri e di oggi, ma ha anche affrontato con la maggioranza dei cittadini il problema storico. «Sono rimasti stupiti quando ho ricordato - racconta Frassineti - di sedere in un ufficio del palazzo comunale nel quale anche Mussolini era di casa o per il fatto che abbiamo posto limitazioni quei negozi che eccedevano con la liturgia della violenza. Di fronte al fascismo ci sono due modi per affrontarlo, fermo restando che è fuori della democrazia e dal patto fondativo della nostra costituzione: o lo si penetra nelle sue intime essenze e lo si supera con la maturità della democrazia o si resta nella parte oscura e reazionaria di una società destinata a riemergere perchè la memoria è stata rimossa».
Accade a Braunau. «Nella cittadina di Braunau am Inn - continua Frassineti - mi hanno ricordato - che una signora che aveva tentato di aprire un negozio di souvenir ha ricevuto una risposta di rifiuto netta da parte della popolazione, ma mi è stato anche confidato che la stessa maggioranza della popolazione è stanca di essere ricordata solo perchè è la patria di Hitler e non ne può più». Barbara Prammer, presidente del senato austriaco ha dato un’interpretazione autentica di cosa resti del nazismo nel paese di origine di Adolf Hitler ma non ha puntato su una argomentazione fondamentale per separare il fondatore del Terzo Reich dall’Austria: egli odiava l’impero che aveva ceduto alla pace imposta da Francia, Inghilterra...con i gravosi risarcimenti».
Tiblisi racconta. Secondo Lasha Bakradze, direttore del museo storico di Tiblisi la costruzione del mito di Josif Stalin è farina del sacco dell’Unione Sovietica e non della nazione georgiana. Una “vulgata” nazionalistica. Ora nel 2012 toccherà prima a Predappio e poi sarà la volta di Tiblisi nel raccontare il dramma dei totalitarismi. Senza sterili compiacimenti di fronte alle dure verità storiche.
Pietro Caruso
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