Austrian Holocaust Memorial ServiceServizio Della Memoria

Nome:
Thomas Böhler
Posto:
Durata del servizio:
09/01/2008 – 08/31/2009
E-Mail:
Telefono:
+39-0574-461655
Indirizzo:
Via Cantagallo 250
59100 Prato
Italia
Name:
Thomas Böhler
Placement:
Duration of Service:
09/01/2008 - 08/31/2009
E-Mail:
Phone:
+39-0574-461655
Address:
Via Cantagallo 250
59100 Prato
Italy

L'entrata del museo - The museum's entrance

Il Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza vuole promuovere il sapere del sorgere del fascismo e della presa del potere in Italia. Inoltre si occupa della persecuzione politica, razziale e religiosa e della deportazione ai campi di concentramento e di sterminio e anche della resistenza durante la seconda guerra mondiale. Oltre a ciò l’istituzione si trova in un posto - Figline di Prato - dove il 6 settembre 1944, 29 partigiani italiani sono stati uccisi dai soldati tedeschi. Quindi è situata in un posto autentico del massacro commesso dai nazisti.

Da 2008 il museo riceve ogni anno un obiettore di coscienza dell’Associazione per Servizi all’estero che presta servizio civile. Il dovere dell’obiettore di coscienza comprende il lavoro negli archivi, nella biblioteca e nell’ufficio dell’istituzione e anche il mantenimento dei contatti con i luoghi commemorativi in Italia, Germania ed Austria. Inoltre organizza eventi culturali, come visite di monumenti commemorativi per allievi e insegnanti, e svolge visite guidate al Museo della Deportazione.

Rudolf Gelbard (2.d.d.) e gli obiettori di coscienza Thomas Böhler, Lukas Chatzioannidis, Michael Wislocki e Matthias Sablatnig (d.s.) - Rudolf Gelbard (2nd from right) with Holocaust Memorial Servants Thomas Böhler, Lukas Chatzioannidis, Michael Wislocki, and Matthias Sablatnig (from left to right)

La ragione principale perché ho scelto l’Associazione per Servizi all’estero è il gemellaggio fra la mia città Ebensee in Austria e la città di Prato in Italia. Siccome molti Pratesi sono morti nel campo di concentramento di Ebensee, questa relazione è stata fondata da alcuni superstiti ed esiste allora già da più di 20 anni. È questo il motivo perché mi interesso specialmente alla storia, alla cultura e al modo di vivere italiano. Oltre a ciò voglio intensificare il contatto fra l’Austria e l’Italia per quanto riguarda l’argomento del passato comune. Giovane austriaco che sono, vorrei dare un segno chiaro contro il fascismo, il razzismo e la dimenticanza.

The Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza (Museum and Centre of Documentation of Deportation and Italian Resistance) wants to promote the knowledge of the fascism’s occurrence and its coming into power in Italy. Moreover it deals with the political, racial, and religious persecution and deportation of people in concentration and extermination camps and with resistance movements during World War II. Furthermore, the institution is located in a place, Figline di Prato, where on September 6th, 1944, 29 partisans have been killed by German armed forces. It is therefore located in an authentic place of a massacre committed by the Nazis.

La biblioteca del museo - The museum's library

Since 2008 the Museum receives each year an Austrian Holocaust Memorial Servant from Austrian Service Abroad. The servant’s duties include work in the archives, the library and office of the institution and the maintenance of contacts with Italian, Austrian and German memorial places. In addition to that he/she organizes different cultural events, like trips to Holocaust Memorials for pupils and teachers, and guides visitors through the museum.

The main reason why I have chosen Austrian Service Abroad is the town twinning between my hometown Ebensee in Austria and Prato in Italy. As many inhabitants of Prato died in the concentration camp of Ebensee, this relation has been founded by a couple of survivors and has existed for more than 20 years. This is why I’m especially interested in Italian history, culture, and way of life. Apart from that, I want to intensify the contact between Austria and Italy concerning the process of dealing with their shared past. As a young Austrian I would like to give a clear signal against fascism, racism and oblivion.